
Sto pensando alla lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, immagino il suo terrore negli istante che precederanno l'esecuzione. E, penso anche agli uomini che saranno gli esecutori della sentenza, uomini senza storia, senza gloria, senza infamia, che si presteranno a questa ignominia. Uomini che, magari a distanza di qualche giorno potrebbero essere capaci di sacrificare la vita per salvare un ragazzo travolto dalle onde di un fiume. Stesso uomo, comportamenti opposti. Oppure penso, ad un ragazzo americano che devotamente nella sua parrocchia si occupa dei poveri e degli indifesi, nella città dei consumi e delle disuguaglianze, ed in un secondo tempo, si trova arruolato ed inviato in Afghanistan, per fare una guerra che uccide indiscriminatamente civile e talebani. Non riesco a capire l'uomo, non riesco a capire le sue motivazioni, ad esaltarmi per le prove di coraggio ed a compatire le sue viltà ed opportunismi. Siamo creature molto complesse, dove l'ambiente e le circostanze sono in grado di modificare il nostro comportamento, passando da gradi estremi di coraggio ed abnegazione, a momenti di infima degradazione.



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