martedì 1 gennaio 2008

Il Caso: Bambini affidati, chi giudica i giudici dei minori?







Ciao a tutti. Vorrei parlarvi della mia esperienza di mamma affidataria.
Inizierò, postandovi alcune lettere che ho scritto su diversi blog ed una postata anche sul Corriere del Mezzogiorno. Un giorno, spero di riuscire a parlare dall'inizio della mia avventura ...

Lettera scritta da me e postata sul Corriere del Mezzogiorno 13 dicembre 2007

"IL CASO"

Bambini affidati, chi giudica i giudici dei minori?


Vorrei esprimere alcune mie tristi considerazioni sulla giustizia italiana, in generale,
e sui Tribunali dei Minori, in particolare. Tutta l'opinione pubblica è stata testimone della sarabanda di notizie, indiscrezioni, interviste televisive e quanto di più, quando sono stati toccati alcuni magistrati coinvolti in inchieste politiche. Comune a tutti gli
interventi c'è stata la sostanziale difesa della indipendenza della magistratura. Quanto
silenzio invece ora sulle omissioni ed errori nel caso dei bambini di Gravina di Puglia. Non mi spiego perchè non sembrano emergere mai responsabilità, soprattutto quando vi sono coinvolti dei minori, spesso considerati cittadini di seconda categoria. Prendiamo, dicevo, il caso dei due bambini di Gravina di Puglia, la cui morte sembra essere stata provocata dal padre, padre che era conosciuto come un violento, di cui i bambini avevano paura, che era stato già denunciato dalla madre dei piccoli. Eppure il Tribunale non ha potuto credere ad una donna semplice, poco colta, che aveva il solo torto di cercare di difendere i figli. Qual è stato il criterio con cui i bambini sono stati affidati al padre? Perchè non si è tenuto conto del parere dei piccoli? E purtroppo questa abitudine mi sembra del tutto generalizzata. Ma, mi chiedo: i presidenti dei Tribunali non hanno mai avuto figli? Non li hanno mai ascoltati? Sono forse troppo impegnati nella loro professione per capire, conoscere ed apprezzare i ragionamenti dei bambini, magari dei loro stessi figli? E, ancora mi chiedo: questi giudici non provano mai imbarazzo per le loro scelte, anche quando emerge una palese violazione del buon senso e della giustizia? Eppure, se non ricordo male, era stato votato un referendum sulla responsabilità dei giudici: perchè allora questi giudici sono i soli a non dover mai rendere conto del proprio operato, se non all’ interno del loro sistema? Chi tutela i bambini dagli errori del Tribunale dei minori? Chi tutela i minori dalla debolezza psichica indotta dal genitore non affidatario? Chi si prende carico del controllo della situazione minorile dopo la separazione dei genitori? Chi segue psicologicamente la famiglia prima che arrivi alla separazione? Conosco, per esperienza personale, il Tribunale che ha emesso il decreto sui bambini di Gravina. Purtroppo, anni fa, ha fatto delle cose veramente assurde con il caso di una bambina prima affidatami e poi toltami. Lo stesso Tribunale, nel 1998/99 (non ricordo l’anno preciso), emise un decreto secondo cui tre fratellini, in provincia di Foggia, da molti anni lasciati in Istituto di suore (lo stesso
da dove proveniva la mia "piccola"), dall’ oggi al domani, dietro segnalazioni dell'assi-
dell ’assistente sociale, dovettero tornare dalla mamma a Milano. Risultato? Dopo circa 3 mesi (non ricordo
bene, sono passati tanti anni ...), il più piccolo scappa: lo ritrovano sulla Tangenziale di Milano alcuni agenti della Polstrada, incuriositi da questo piccolo che, da solo e con lo zaino in spalla, scappava via dalla mamma per andar da quella che lui considerava la sua vera mamma: “la suora”. Dell' episodio ne parlarono per diversi giorni il "Corriere della Sera" ed altre
testate giornalistiche. La conclusione fu che il bambino in questione tornò con suo
fratello maggiore dalle suore dove mi risulta (ma non ne sono sicura) essere ancora
oggi.
*Mamma affidataria
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Giuseppina









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E' sempre molto difficile parlare di se ... meglio scoprirlo ... Il ricordo è un traditore che ferisce alle spalle. Il ricordo è un consolatore molesto (Sören Kierkegaard)

"Il Sole e la Rosa", vecchio proverbio

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