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martedì 15 dicembre 2009

Quante cose hai rotto Berlusconi!



 Pur condannando la violenza di Tartaglia che ha rotto il naso e due denti a Berlusconi, mi chiedo cosa ha rotto il Presidente del Consiglio in Italia?
Ha rotto il rispetto per le nostre Istituzioni, calpestando e violentando gli equilibri che la nostra Costituzione ha costruito per impedire i soprusi ed il  potere indiscriminato.
Ha fracassato il senso della giustizia, ponendosi al di sopra della Legge, con il rifuggire dai processi con leggi disegnate dai suoi sottoposti, solo per lui.
Ha interrotto la tradizione parlamentare, imponendo la fiducia per impedire un dibattito civile che è alla base di una vera democrazia.
Ha calpestato il buon gusto,approfittando della sua posizione di dominus per fare affari, sempre più  invischiato in un colossale conflitto di interesse.
Ha portato la Nazione in una deriva populista, confondendo il potere politico con l’assolutismo ottocentesco di padrone delle ferriere, dove ci sono solo sudditi convocati per applausi a comando.
Ha concesso l’instaurarsi di un clima di intolleranza e di razzismo per mera speculazione politica, confermando la sua dipendenza e sudditanza ai disegni della Lega.
Ha messo alla berlina la nostra Nazione in tutti i consessi internazionali   comportandosi come un guitto da avanspettacolo.
Quante cose hai rotto, Berlusconi!
Mi chiedo: si possono chiedere i danni ad un Presidente del Consiglio?

sabato 12 dicembre 2009

Un modesto consiglio al Premier



Il Presidente del Consiglio non dovrebbe attaccare la Corte Costituzionale, dicendo che è un “Organo politico”: piuttosto, dovrebbe licenziare i suoi consulenti legali che non sanno scrivere le leggi e non conoscono la Costituzione ( con particolare riguardo all’avv. Ghedini, vero estensore delle leggi e al Ministro Alfano che subisce passivamente e sottoscrive leggi mal disegnate)

sabato 2 maggio 2009

Il lato B della politica.

Come al solito la sinistra ha sbagliato tutto: quando ha saputo che Berlusconi metteva in lista per le Europee un folto gruppo di starlets non doveva gettare in piazza e sui giornali la notizia, ma doveva posticipare la critica alla chiusura delle liste elettorali. Invece ha pubblicizzato l’avvenimento con il risultato di permettere a Berlusconi di modificare all’ultimo momento la composizione dei candidati. Resta, a parte lo sdegno della signora, lo squallore di una politica spettacolo che, per essere tale, deve assumere personale adatto alla bisogna e quindi rivolge la sua attenzione e le sue scelte al Bagaglino ed al Grande fratello. Resta lo squallore di un popolo bue affascinato dal pifferaio di Hamelin, che , come ipnotizzato, si getta nel fiume dell’abissale idiozia, della mancanza di etica, della turpitudine morale. Non siamo mai stati una Nazione, se non allo stadio di calcio, ci siamo sempre distinti per litigiosità da cortile, mancanza di senso civico, corruzione, senza dimenticare che in quattro regioni comanda la criminalità organizzata. Non so se ora abbiamo toccato il fondo, ma la prospettiva di essere sottoposti ad un regime monocratico, autoreferenziale, applaudito da una moltitudine di servi sciocchi, mi fa veramente schifo. Non riesco a capire come un imbonitore da fiera, un piazzista di idee banali, un politicante che non ha mai fatto un discorso politico riesca ad affascinare così tanta gente. Sarà perché sono stata educata in una famiglia con certi valori che preferisco i fatti alle promesse, la serietà alla battuta di spirito, l’etica all’avanspettacolo. Quello che mi piace nel Popolo della Libertà, che potrebbe da ora cambiarsi in Popolo del Libertinaggio, e nei suoi più importanti esponenti è la capacità di critica e di libera opinione. Un tappeto di lacchè, di portaordini, di signorsì che si esprime con la voce monocorde, da sintetizzatore, e con la vacua fissità dello sguardo del suo autorevole portavoce ufficiale. La banalità delle idee, l’omologazione del linguaggio, l’obbedienza assoluta al capo caratterizzano un partito che nel suo insieme mi ricorda un alveare con la sua Ape Regina. Quale sarà il prossimo fuco?

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"Il Sole e la Rosa", vecchio proverbio

"Disse il Sole alla Rosa: "sei bella e profumata però, quando io voglio, sarai da me bruciata". La Rosa ribattè: "non provo soggezione perchè rifiorirò la prossima stagione". Dà il Sole gran calore ma più del Sole il cuore."
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