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venerdì 6 giugno 2008

Abbandono

Una principessa possedeva un cuore vuoto, spoglio, come gli alberi in inverno. Dominato dal freddo era quel piccolo cuore, ma lei non comprendeva. Il freddo non si percepisce del tutto finchè qualcuno non viene a posarti una coperta sulle spalle. Tremava spesso la principessa, ma non sapeva di tremare. Poi un giorno, qualcuno le portò in dono un pò di tepore. Quando smise di tremare, la principessa ebbe paura. Paura per aver provato un sollievo così grande e sconvolgente, temeva di non poter più viver senza.
Per non perdere il suo Eroe in un giorno lontano, tentò di scacciarlo in fretta. Ma lui non demordeva, tentava, con tenera pazienza, di donare una vera favola alla sua principessa.
Incapace di abbandonarsi a quell'incanto, lei ancora e ancora lo respingeva. Giocava crudele con il bisogno che l'Eroe aveva di lei. Si mostrava fiera e superba, come se nulla le servisse.
Si mostrava fiera e superba, ma tentava disperatamente di credere e cadere arresa. Ingenuamente assorbiva tutto il calore che poteva, sventrava le certezze di quello sguardo disarmato, lo svuotava di se stesso, quello sguardo caldo come pioggia d'estate. Ondeggiava sul valico, tirandosi via non appena lui la sfiorava. L'Eroe pagò la colpa di aver scambiato il freddo cuore della Principessa per una giornata di Primavera. Di aver amato il suo profumo e di aver cercato in lei una luce che, forse, non c'era. Era inadeguata, incapace di essere amata.
Il giorno in cui lui si arrese, la principessa, con distacco lo salutò. Chiuse gli occhi per riaprirli sulla sua solitudine. E finse di non sentire il freddo che implacabile tornava. Non più sostenuta, curata, amata, triste più di prima, sapeva che in fondo nell'Eroe aveva creduto. Sprofondò nel silenzio, portando nel cuore parole e promesse dimenticate. Da quel giorno la principessa, non sarebbe più stata la principessa di nessuno, nemmeno di sè stessa. Dalle soffici parole di un Eroe non si sarebbe più fatta ricoprire, in uno sguardo disarmato e caldo come pioggia d'estate non avrebbe più creduto. Perchè era inadeguata, incapace di essere amata.

domenica 23 marzo 2008

A te ... Piccola "principessa"!!

Ciao tesoro, oggi è la Santa Pasqua. Non so dove sei, spero solo che tu stia bene e che riceverai una bella sorpresa nell’uovo di Pasqua. Eri così ghiotta di cioccolato, chissà se lo sei ancora. Mi ricordo quando ti portavo in piscina, a sciare, a pattinare.
Piccola, ricordi quando giocavamo a “memory” e mi sfidavi sempre, ma non vincevi mai e ti arrabbiavi? Mi ricordo quando mi facevi disperare, quando mi sfidavi, quando mettevi alla prova il mio amore per te.
Spesso mi dicevi: “mamma, scappiamo? Prendi la tua macchina e scappiamo insieme. Tu non dire nulla a papà, ci nascondiamo e lui non ci troverà mai”.
E quando mi dicevi: “mamma, mi metti il vestito da principessa e le scarpe con i tacchi?” … Adoravi le scarpe con i tacchi … ovviamente non le avevi, ma appena usavi le scarpe con la suola di cuoio mi rigavi il parquet.
E tutte le volte che eri ineducata nei confronti della Merly e le dicevi: “spegni l’aspirapolvere e chiudi la porta, non ascolto il cartone animato (avevi diritto ad un solo cartone animato al giorno).
Ricordi piccola, tutte le fiabe che ti raccontavamo alle 20.00 prima di addormentarti. Volevi sempre il tuo papà, perché lui ti raccontava le più lunghe e mi dicevi: “Per le fiabe voglio papà”. La tua preferita era: Cenerentola ed il principe azzurro e volevi sempre che alla fine il papà mi desse un bacio per svegliarmi.
Era il tuo modo per esorcizzare l'abbandono ...
Sai piccola, mi ricordo spesso quando dopo la recita natalizia mi hai detto: “mamma, la maestra Maria ha detto che noi siamo ricchi, perchè papà è ….. “ Ti ho risposto: Non è vero, noi siamo poveri … Mentre uscivamo dall'asilo, all'ingresso c’erano tante cose da regalare alle famiglie indigenti e mi hai detto: “mamma, per chi sono quelle cose da mangiare?
Ed io: “Z….. sono per quelle famiglie meno fortunate che non hanno da mangiare” .
Tu : “Mamma, ma anche noi siamo poveri, lo hai detto tu, prendi il pacco di pasta così mangiamo”.
Il tuo problema era il mangiare, ma nascondevi altra sete: sete d’amore, sete di coccole, sete di baci, sete di tenerezza, sete di conferme da parte nostra. Scusami piccola, forse non siamo riusciti a darti quello che tu meritavi ed è per questo che io ti chiedo: “perdono”!!!
Tanti auguri piccola dolce Z …. Da parte dei nonni, del tuo papà che ti portava sempre al parco con i pattini, anche con temperature sottozero, e da parte mia una dolce carezza … Adesso sei grande, vorrei raccontarti tante storielle come allora, ma ormai sei signorinella e spero che tu leggerai adesso tanti libri, spero non harmony … Come dicevi tu: “Mamma è ciarello questo?” … Un bacio piccola … A presto … Sei sempre nei nostri cuori ed in quelli dei nonni …
Papà R. e mamma G.

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E' sempre molto difficile parlare di se ... meglio scoprirlo ... Il ricordo è un traditore che ferisce alle spalle. Il ricordo è un consolatore molesto (Sören Kierkegaard)
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"Il Sole e la Rosa", vecchio proverbio

"Disse il Sole alla Rosa: "sei bella e profumata però, quando io voglio, sarai da me bruciata". La Rosa ribattè: "non provo soggezione perchè rifiorirò la prossima stagione". Dà il Sole gran calore ma più del Sole il cuore."
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